Periodo Impressionista

…la natura primitiva di Amleto Bertrand, genuina, spontanea, quasi essenziale e naturalistica, agli albori, nelle sue opere, permeate da soggetti e contenuti semplici, quali nature morte, barattoli e bicchieri, ritratti di donne, cavalletti da pittore, cavalli al galoppo, corride assolate e paesaggi marini,  il tutto solcato da poche e vibranti pennellate e spatolate dai colori tenui e dimessi, scuri ed adombrati,  quasi a voler confondersi con lo sfondo e la profondità della tela, in un tutt’uno di insieme, omogeneo e vibrante di valori inespressi, presenti, ma mai enunciati, da individuare e scorgere nello spessore e nella vitalità delle sue tele.    Dal figurativo iniziale, si’ aspro, ma tenue, primitivo pur essendo moderno, va via via delineandosi l’influenza della pittura impressionista e post-impressionista di Cezanne, Pisarro, Van Gogh , Monet , Matisse e Modigliani, del cui personaggio e del cui stile artistico era fortemente innamorato ed ispirato, il tutto respirato ed assorbito durante i suoi primi anni giovanili trascorsi a Parigi.   Da qui inizia il fortunato periodo  ’impressionista’  delle sue opere, coloratissime e dinamiche, degli anni ‘50 e 60, mobili, accese ed effervescenti, quasi ‘tendenti ad un movimento perpetuo’ e permeate da una prospettiva vivace, vibrata da spatolate brevi, violente e febbrili , fantastiche nell’insieme, eseguite con tocchi di colore acceso, vivo, sfumato, puro e intriso di un dinamismo trascinante…   Cosi’ ci appaiono nella loro bellezza volumetrica ed espressiva  i vasi di fiori, le nature morte,  i paesaggi marini,  montani, scorci storici della ‘Vecchia Milano’, sua città d’adozione, e di spiagge e mari fantastici, immaginari ed assolati, ispirati ai ricordi di infanzia dei paesaggi , barche,  scorci marini,  piazze storiche della sua amata Sicilia, ove era nato .  Quando vi riporto fuori,  quando riemergete da questo mondo violentemente “ spatolato”, sofferto, intricato, fantastico, da questo crogiuolo di emozioni, vi resta impresso un senso magnetico, un’affascinante necessità di tornare ad immergervi per riassorbire le vibrazioni coloristiche già assaporate .  Questa, in breve la pittura di Amleto Bertrand
(Recensione da Catalogo, Personale alla Galleria Mioccio, Brera, Piazza San Marco, 1973, Paolo Spada, scultore e pittore).




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