Pittori iperrealisti italiani: il dipinto oggetto, l'oggetto nella tela e l'estroflessione della tela.



Il pittore iperrealista italiano Amleto Bertrand vive negli anni Settanta una fase di felicità creativa, in cui inserisce l’oggetto nella tela, una specie di simbolo assoluto di qualitá positive e vitalistiche proiettate in avanti. Il dipinto-oggetto era l’inevitabile approdo, punto di congiungimento e realizzazione globale delle qualità native del famoso pittore Bertrand, che,  dotato di temperamento plastico, non ha mai rinunciato alla funzione del colore in quanto componente ineliminabile della sua espressione necessitata.         La sua scelta operativa, tra le più stimolanti nel dibattito del movimento linguistico degli anni ‘70, è la risultante di una continua ricerca - in direzioni diverse - tendente alla sintesi espressiva, all’oggettivazione di un’equivalente formale del pensiero su cui poggia la sua azione creativa.  L’obiettivo del sensibile e schivo artista messinese, di origine francese, l’uomo nel vivo rapporto con la realtà sociale d’oggi. Passando dalla fase analitica ed interpretativa di una realtà allarmante e densa di indecifrabili presagi ad una visione, in prospettiva, di rinnovata condizione da riconoscere e costruire.               
Il pittore iperrealista italiano perviene quindi al dipinto-oggetto, un superamento dunque dell’aggressività provocatoria dell’oggetto polemico, accessorio, di Rauschenberg, che si attua nella sollecitazione emotiva della superficie modellata e vivificata dalla sua polivalenza plastico-cromatica. Un ritmo che tende a dilatarsi nello spazio, oltre i limiti materiali del campo, in un’ansia di purezza e di attesa dell'uomo nuovo.             Il famoso pittore, noto per la pittura estroflessa, con l’estroflessione della tela elabora i primi saggi monocromi in cui sono presenti tesi per la determinazione di soluzioni spaziali, arricchendo così il suo lessico nella direzione del colore e del movimento delle forme. Il pittore si confronta  con ricerche di affinità oggettuale, come si evince nelle opere pubblicate in questa sezione, nella quale il rapporto oggetto/materia si solidifica in una articolazione spaziale di rigore metafisico. La pittura in questo caso si definisce dialetticamente in relazione alle emergenze plastiche, al ritmo dei pieni e vuoti, introflessi ed estroflessi,  tende a divenire una forma di neo-scultura, dipinta e meditata. Molteplici quindi gli aspetti, i volti, i pensieri di una personalità autentica come Amleto Bertrand che tanto diede all'arte, forse molto di più di quanto Egli stesso avesse mai potuto immaginare. 





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