Chi è Amleto Bertrand

Amleto Bertrand con una sua scultura anno 1974

A. Bertrand con una sua scultura anno 1974

AMLETO BERTRAND, nasce a Messina il 1°’Ottobre del 1927 da Stefano Bertrand, di Napoli e Cristina Caliò di Siracusa. Il nonno Vincent era nato a Napoli, discendente dal ramo francese di Henry Gratien Bertrand, Grande Maresciallo di Palazzo e braccio destro di Napoleone Bonaparte, nonché autore di alcuni libri, fra cui ‘la Campagna d’Egitto di Napoleone’ e ‘Napoleone a Sant’Elena’, ove descrisse l’esilio di Napoleone sino alla sua morte nel 1821. Durante il periodo del terrore il figlio Louis Bertrand, Tenente di cavalleria, fuggì con la famiglia in Italia, nel Regno delle due Sicilie e dei Borboni, stabilendosi a Napoli, da dove ebbe inizio con Vincent la discendenza italiana dei Bertrand. Da Napoli Stefano Bertrand si trasferisce con la famiglia a Siracusa, in Sicilia, dove poté avviare ed ampliare la propria attività di pasticciere affermato, e dove Amleto, quinto figlio di otto fra fratelli e sorelle, visse gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

A 17 anni si arruola nell’esercito fino alla fine della guerra nel ’45, con lo sbarco degli americani a Cassibile. E’ dai primi anni dell’adolescenza che Amleto mostra di avere un talento naturale nella fabbricazione e costruzione di modellini navali e aerei, che realizza con materiali di recupero e vende ai soldati americani, di stanza in Sicilia in quegli anni del dopoguerra.

Nei primi anni della giovinezza Amleto Bertrand scopre la pittura come autodidatta, senza aver frequentato alcuna scuola d’arte. All’inizio dipingendo pareti di ambienti pubblici e privati della sua città, Siracusa. Col passare del tempo gli vengono affidati anche progetti di restauro di affreschi e dipinti murali di case storiche e dimore, chiese di campagna e palazzi d’epoca, in rovina e danneggiati dai bombardamenti della guerra appena conclusa.


Verso i 20 anni Amleto si reca a Parigi, invitato da un amico di infanzia, che vi si era trasferito e vi rimane alcuni anni avendo modo di visitare e frequentare i grandi Musei d’arte, dal Louvre all’Orangerie, al Musée d’Orsay e risiedendo nel quartiere artistico di Saint Germain de Près, frequentando il Café de Flore, dove partecipa a ritrovi di artisti, pittori, scultori, scrittori e poeti francesi ed internazionali ed entrando così in contatto con le correnti artistiche e pittoriche del dopoguerra e del XIX secolo:
dagli ‘impressionisti’ di Monet, Renoir e Cézanne, che lo affascinano e lo ispirano moltissimo nelle sue prime opere, al ‘cubismo’ di Picasso, all’‘astrattismo’ di Kandinsky, al ‘surrealismo’ di Bruno Cassinari, Renato Birolli e Renato Guttuso; infine al ‘dripping’ di Jackson Pollock, massimo esponente dell’espressionismo astratto americano.

1950 -1953 A. Bertrand prime opere in stile figurativo

1950 -1953 A. Bertrand prime opere in stile figurativo


Dipinto: 'Scrintum', olio su tela, mis.: 59X69cm., anno 1963

Dipinto: ‘Scrintum’, olio su tela, mis.: 59X69cm., anno 1963

Queste correnti pittoriche producono un effetto catartico e di svolta nelle sue opere successive al periodo francese.
Dallo stile figurativo delle prime opere di Parigi, con soggetti semplici di nature morte, paesaggi, vicoli e corride assolate, dipinti ad olio, al pastello, all'acquarello e alla china, giunge, una volta rientrato in Italia, ad una pittura piu’ dinamica, vivace, impressionista, plastica e cromatica, eseguita a spatola e a pennello, sempre con la tecnica e l’impiego di colori ad olio, ad acquarello, di smalti, pastelli, china e tinture acriliche.

Nel 1951 Amleto Bertrand ritorna in Italia, dove sposa Laura Strani, di Siracusa e si stabilisce poi a Milano, nel quartiere di Brera, con uno studio in Via Anfiteatro, ove si trasferìsce con la famiglia nel 1953. Milano diventa così la sua città d’adozione, dove intraprende, da professionista, l’attività di pittore e scultore, attività che continuerà ad esercitare per oltre sessant’anni.

Dopo aver partecipato a numerose collettive e concorsi d'arte e di pittura, nel 1963 Amleto Bertrand inaugura la sua prima ‘Mostra Personale’ presso la ‘Galleria d'Arte Fiori Scuri di Brera’ , diretta dalla titolare, la Sig.ra Matilde, una donna dal geniale intuito per le ricerche nel campo dell'impressionismo. La Signora Matilde fu molto contenta e soddisfatta del successo ottenuto dalla mostra, sia in termini di vendita e sia di pubblico e critica, visto che Amleto non era un pittore ancora molto conosciuto.


Di eccezionale spessore fu per Amleto la figura della moglie adorata, Laura Strani, anch’ella rivelatasi in seguito una buona pittrice, nonché scrittrice e poetessa di talento, che seppe rivestire i ruoli di una compagna ideale, sempre allegra, intelligente, estroversa ed intraprendente, comprensiva e madre affettuosa dei loro figli.
Laura fu per Amleto Bertrand l’amica, la segretaria, il critico d’arte, la sostenitrice e consolatrice dei momenti duri e difficili, sempre accompagnata da una fiducia e un ottimismo costanti e da una tenacia incrollabile. Ella seppe ispirarlo e sostenerlo totalmente nell’attività intrapresa di artista e pittore professionista, dedicandosi agli aspetti basilari e pratici della professione: dalla promozione e diffusione delle sue opere alla loro pubblicazione su libri d’arte e cataloghi specializzati, quali ‘il Bolaffi’, ‘Comanducci’, ‘il Quadrato‘, nella partecipazione alle varie mostre, collettive, estemporanee, concorsi d’arte, e soprattutto nell’allestimento di ‘Mostre Personali’, dove esporre esclusivamente le proprie opere, onde aumentarne la visibilità e farle conoscere al grande pubblico, ai critici, ai collezionisti ed estimatori d’arte.

Amleto Bertrand viveva, respirava e si dedicava unicamente alla propria vocazione: alla pittura e alla piccola scultura in legno o altro materiale povero come argilla, fil di ferro, radici, latta, gesso con stucco. L' importante era fermare l'idea che gli passava per la mente, quindi studiare, esperimentare e ricercare nuovi linguaggi espressivi, fino al raggiungimento di quello proprio, personale, precipuo, quello che lo rappresentasse indiscutibilmente, quello “…stile informale, gestuale e cromatico, originale, dirompente a volte nell’astrattismo o nella trasfigurazione dei ‘pensieri’…’’, come citava il noto critico d’arte Dott. Gino Roda, nel recensire alcuni suoi dipinti.

Fortunatamente possiamo attingere alle pagine autobiografiche di Laura Strani, che nel 2010 pubblica il suo primo libro, che descrive e racconta il proprio percorso di vita accanto ad Amleto Bertrand, nel corso dei loro sessant'anni di matrimonio.
Una fonte di testimonianze preziose e rivelatrici della vera vita, del carattere, della personalità e della carriera artistica del pittore.

1969, Milano A.Bertrand alla Mostra di Via Bagutta davanti alle sue opere

1969, Milano A.Bertrand alla Mostra di Via Bagutta davanti alle sue opere

Nel suo libro Laura Strani così racconta: “ Purtroppo Amleto non aveva nessun mercante che si occupasse della vendita dei suoi quadri. Alcuni galleristi gli proponevano dei contratti triennali o periodici per l'acquisto della sua produzione di sculture e dipinti, ma egli li rifiutava sistematicamente, perché diceva che si sarebbe sentito condizionato, e lui, da uomo libero anche nell'arte, non accettava mai compromessi: piuttosto non avrebbe venduto e fatto la fame, aspettando in un miracolo nella vendita di qualche quadro, qualche disegno o scultura. Non demordeva mai, era sempre fiducioso. A tal proposito vorrei riportare un aneddoto, che ha dell'incredibile:
ad Amleto piaceva molto fare le vacanze in campeggio, vivere all'aria aperta, a contatto con la natura, e, con tutta la famiglia, nell'estate del 1965, andammo a Pegli in vacanza in un grande campeggio, attrezzato, accompagnati da un caro amico, di nome Punzo, persona molto colta e sensibile, amante dell'arte, e lui stesso un ottimo musicista, che da pensionato, si dedicava alla compravendita di opere di pittori e scultori. Era già un abile venditore dei dipinti di Remo Brindisi e di altri pittori affermati. Dunque quell'estate Punzo volle venire con noi, anche per far visita ad alcuni amici e conoscenti, estimatori ed appassionati d'arte, residenti a Genova. Fra i tanti suoi clienti vi era un armatore con l'ufficio sito in Piazza de Ferrari a Genova. Punzo prese appuntamento con la segretaria ed il giorno dopo mostrò i cataloghi e le foto dei quadri, esposti nelle mostre allestite in precedenza da Amleto. Fra questi dipinti l'armatore scelse una tela grande mis. 50x70cm., raffigurante una marina con delle barche a riva, tutto spatolato dai colori ad olio. Il venerdì successivo portò il dipinto originale all'armatore, che, con soddisfazione lo acquistò, lasciando detto alla segretaria di provvedere al pagamento del quadro il giorno seguente. L'indomani io restai in campeggio coi bambini e Punzo volle portare con sé anche Amleto.
Arrivati a Genova, il nostro amico andò a ritirare il compenso pattuito dalla segretaria, la quale gli diede però un assegno come pagamento. Punzo raggiunse Amleto, rimasto ad attendere giù in strada, e gli mostrò l'assegno. Purtroppo, essendo un sabato, le banche erano chiuse e si sarebbe dovuto attendere il lunedì successivo per l'incasso. Entrambi dovevano quindi rientrare a Pegli e prendere il treno, ma, nessuno dei due aveva con sé del denaro, perché entrambi avevano pensato di ritirare del contante dal cliente e non un assegno. Amleto cominciò ad agitarsi e a preoccuparsi, come avrebbero potuto fare? Punzo allora ebbe un'idea: entrato in una macelleria lì accanto, si fece dare un foglio di carta, gialla e ruvida, con la quale veniva avvolta la carne. Premetto che Amleto portava sempre con sé una pentel indelebile nera, che utilizzava per disegnare in ogni momento. Punzo, rivolgendosi a lui, lo guardò e gli disse: “ nessun problema …ci sei tu! Non preoccuparti, troveremo i soldi per il treno! Qui c'è la carta! Disegnami la via Pré di Genova!!”, una via stretta e lunga con tanti negozi e passanti, una via molto conosciuta del centro città. Così Amleto fece! Con il suo stile impressionista, disegnò la via Pré, i negozi e i passanti in movimento; venne fuori un bellissimo disegno!. Entrato in una tabaccheria, Punzo mostrò il disegno alla proprietaria, la quale ne fu così colpita ed impressionata, al punto che oltre al denaro richiesto da Punzo. gli regalò due pacchetti di sigarette e gli offrì anche il caffè . Amleto, molto imbarazzato, era rimasto fuori dal negozio, ma, una volta visto il risultato della trattativa, si domandò come avesse fatto Punzo a vendere il suo disegno. Quell'uomo era un vero portento, così carismatico, e possedeva una forza magnetica nel riuscire a vendere; dopotutto era il suo lavoro, che svolgeva con passione, occupandosi di noi e di altri pittori, purché dipingessero dei quadri validi e di spessore. Quando, rientrati in campeggio, mi riferirono l'accaduto, rimasi basita, senza parole, complimentandomi con Punzo per la bravura e la brillante idea e con mio marito per il suo talento artistico.”


1957, Foto ricordo della Boheme, Studio a Brera di Wettore, A. Bertrand con Dott. Balestrieri critico d'arte, pittore Lazzarin e Basile, Laura Strani, pittori Villanova, Ficara, Fra, Cirillo, Colombo, Attrice Laura Quattrini

1957, Foto ricordo della Boheme, Studio a Brera di Wettore, A. Bertrand con Dott. Balestrieri critico d'arte, pittore Lazzarin e Basile, Laura Strani, pittori Villanova, Ficara, Fra, Cirillo, Colombo, Attrice Laura Quattrini

Laura Strani così racconta nel suo libro:
“…Come non ricordare Milena Milani, pittrice e scrittrice, con Remo Brindisi, Kodra, Alfieri, e il critico d’arte Mario Monteverdi, Franco Passoni, Silvio Ceccato, lo scienziato e Professore di Cibernetica, Mario De Micheli, Luciano Inga Pin, Gabriele Mandel, professore e critico d’arte etc.: era il 1957 e mi sembra doveroso citare il rapporto amichevole di Amleto col musicista Gorni Kramer, che, con la sua fisarmonica ci teneva sempre allegri durante le nostre riunioni a Brera. Eravamo un gruppo di giovani pittori, partecipanti ad una mostra estemporanea, a Mantova, e il presidente del gruppo ’Sassetti’, gruppo che esiste ancora oggi, si chiamava Manfredi: fu una mostra indimenticabile, interessante e proficua, e il piacere di aver con noi Gorni Kramer a deliziarci con la sua musica era molto esaltante e ci emozionava…”


Nel 1963, grazie al suo studio a Brera, condiviso con il pittore Basile, Amleto Bertrand comincia a frequentare il Caffè Gabriele di Via Mercato, locale e punto di ritrovo di pittori, scultori e personalità dell’ambiente artistico milanese, fra cui Wettore, Lazzarin, Simonetti, Ficara, Spada, Fernando De Filippi, Cali’ scultore e Alfredo D’Angelo, che aveva lo studio proprio sopra il Caffè. Discutevano di tendenze pittoriche moderne e contemporanee, di confronti, di contatti con critici d’arte, amatori, galleristi e collezionisti. Spesso si riunivano nello studio di Wettore in Via S. Carpofaro a mangiare pane e salame e a bere un bicchiere di buon vino, che ognuno portava a turno.
Il Caffè Giamaica invece, sempre a Brera, era frequentato più da letterati, poeti, collezionisti d'arte e pittori emergenti e talentuosi, con tante nuove idee da sviluppare, come Giuseppe Migneco, Luciano Minguzzi, scultore con studio in Via Solferino e dal tenore Giuseppe Zecchillo. Qui Amleto discute sovente di pittura e arte con Treccani, Piero Manzoni, Franceschini, Ficara e Boldrini, questi ultimi pittori figurativi entrambi, ciascuno col proprio stile personale.
Laura Strani riporta proprio nel suo libro: “…Vorrei ricordare Boldrini e le sue cattedrali dipinte o le sue figure femminili, molto espressive. Mi colpivano molto la sua solarità e capacità comunicativa, purtroppo egli scomparve ancora molto giovane; così come Franz Ficara, calabrese d'origine, alto, magro e molto cordiale, abile nei dipinti a spatola e a pennello, arricchiti da tinte forti e incisive su figure o nature morte, che erano ispirate alla sua terra natia, e come non menzionare anche il pittore Frà, un bravo disegnatore, che fece un ritratto a carboncino ad Amleto, molto rassomigliante ed espressivo, poi di lì a poco venni a sapere che Frà fu ricoverato diverse volte in clinica e non se ne seppe più nulla.
Proprio al Bar Giamaica avevamo conosciuto il pittore Giuseppe Migneco, un uomo basso di statura e di corporatura snella, artista di nature morte e pescatori raffigurati da volti segnati dall'età. Incontravamo spesso anche Luciano Minguzzi, scultore talentuoso, il cui contributo artistico per Milano consiste nel disegno della porta del Duomo. In seguito, presso la Galleria
‘IL Naviglio-Milano’ facemmo la conoscenza del cremonese Emilio Scanavino, un pittore creativo ed originale, che, con i suoi gomitoli otteneva tanti fili sottili aggrovigliati e li realizzava sia a china e sia in acrilico…”.

Accanto al Caffè Giamaica, il Colorificio Crespi serviva i pittori e gli allievi dell'Accademia di Brera con prezzi accessibili e Amleto vi si approvvigionava di tele e pennelli, colori ad olio, acquarelli, fogli grandi da disegno e tempere.

Da sinistra il pittore Remo Brindisi, (Laura Strani) e Milena Milani, pittrice e scrittrice, mentre premiano Laura Strani con la medaglia e il diploma di merito perché vincitrice ad un concorso di Poesia presso Artecultura di Milano-Brera, 1999

Da sinistra il pittore Remo Brindisi, (Laura Strani) e Milena Milani, pittrice e scrittrice, mentre premiano Laura Strani con la medaglia e il diploma di merito perché vincitrice ad un concorso di Poesia presso Artecultura di Milano-Brera, 1999

Intanto anche Laura Strani comincia ad esordire nella pittura, in uno stile più figurativo rispetto a quello di Amleto, che, impartitele lezioni di disegno e di pittura, la sostiene ed incoraggia significativamente ed, in breve tempo, la conduce a realizzare soggetti figurativi, filo-impressionisti, di fiori, marine, nature morte e vicoli della vecchia Milano. Negli anni, Laura Strani, come allieva di Bertrand, riesce a raggiungere, sempre più, buoni risultati: i suoi quadri piacciono al pubblico e si vendono. Lo stesso critico d'arte Mario Monteverdi così la recensisce in una raccolta di quattro volumi dal titolo: ’Storia della pittura italiana vista attraverso l'opera delle pittrici‘: Laura Strani ha appreso le prime cognizioni di pittura in Francia da Amleto Bertrand, di cui è stata allieva. Risiede a Milano ormai da molti anni, dedicandosi con rigido impegno alla attività artistica. In tutte le opere di Laura Strani si possono leggere le famose parole dette da Boudin intorno al 1865, quando l'impressionismo era ormai maturo:’ Oramai bisogna cercare le semplici bellezze della natura‘. I paesaggi di Laura Strani offrono una comunicabilità immediata, autentica, appunto per la semplicità e genuinità, abbinata alla forte sensibilità del suo animo, che trasmette un messaggio inneggiante alla grandezza del Creato. Tutti i suoi lavori hanno un fascino profondo per lo spirito squisitamente pittorico formato da una colorata magia…’’.

Con eguale entusiasmo la recensisce il Critico d'Arte e Gallerista Dott. Teodosio Martucci, in occasione della Mostra Personale di Laura alla Galleria Sala Olimpia - Artecultura di Brera nel Maggio 2010, come segue: Laura Strani ha avuto modo di entrare in contatto con l'esperienza dell'Impressionismo, che avrà in seguito una certa influenza sullo sviluppo della sua figurazione. Da questo punto di vista la sua pittura, partendo da presupposti narrativi, lascia poi affiorare la natura squisitamente pittorica della realizzazione con la raffinatezza dei toni, il tocco brillante ed incisivo. Se poi l'immagine si rivela sensibile e ben definita come soggetto, vi è altresì da rilevare l'immediatezza atmosferica che contraddistingue i suoi dipinti, in virtù della quale diventano evocativi. Ma la Strani è una pittrice avveduta e nella elaborazione del suo linguaggio non si è mai lasciata meccanicamente irretire da formule ripetitive. Per lei l'eredità dell'Impressionismo è un punto di partenza, lo stimolo da cui orientarsi verso l'individuazione di un personale repertorio espressivo. Infatti in molti suoi dipinti l'inserimento di foto e di collages imprime un tono diverso alla realizzazione, con la brillante contaminazione tra realtà pittorica ed immagine fotografica.”

1969, Milano Laura Strani alla Mostra di Via Bagutta

1969, Milano Laura Strani alla Mostra di Via Bagutta


Laura Strani, Commendatore Collezionista Mario Crepaldi e il pittore Amleto Bertrand durante la Mostra personale Galleria Mioccio -Milano Brera-1976

Laura Strani, Commendatore Collezionista Mario Crepaldi e il pittore Amleto Bertrand durante la Mostra personale Galleria Mioccio -Milano Brera-1976

Sempre dal suo libro autobiografico Laura Strani racconta:
‘‘…Dunque nel 1963, un pomeriggio io ed Amleto passammo a salutare Wettore nel suo studio, che discuteva animatamente con Lazzarin, Simonetti ed altri pittori lì presenti. Ricordo che parlavano di un certo collezionista che aveva la Concessionaria delle Auto Ferrari in Via San Marco in zona Brera a Milano. Si chiamava Commendatore Mario Crepaldi e possedeva una vasta collezione di quadri di artisti conosciuti.
Chiesi loro se si poteva fargli visita per mostrare i lavori di Amleto e, quasi in coro, cercarono di dissuadermi, perché anch’essi avevano già tentato, ma senza successo. Amleto, schivo di carattere com’era, mai e poi mai sarebbe andato a fargli visita di persona. Così l’indomani preparai una cartella con 3 fogli 50x70 cm di tempere e disegni e due tele 18x24 dipinte a spatola e mi avviai verso l’indirizzo del Commendatore. Fui accolta in un grande salone con esposte le stupende auto della Ferrari, così lucenti e belle che toglievano il respiro tanto da mettermi in soggezione. Chiesi del Commendatore Crepaldi e un uomo addetto al salone mi accompagnò nel suo ufficio. Mi presentati come moglie del pittore Amleto Bertrand e appoggiai la cartella sulla scrivania, dove lui mi fece spazio per le due tele dipinte. Il Commendatore, di poche parole, ma con occhio esperto, passò a visionare uno alla volta i fogli e infine appoggiò le due tele in posizione verticale. Con religioso silenzio osservò tutti i lavori. Io scrutavo il suo viso per captare qualche segno di approvazione o di dissenso, invece, con espressione compiaciuta ripeté : ‘non male’.., ‘non male..’. Non mi sembrava vero! Alla fine mi chiese il prezzo. Ero così emozionata che gli dissi di stabilirlo lui stesso, sicura che avrebbe dato un valore giusto all’opera, essendo così esperto del mercato artistico. Egli ripassò ancora una volta i fogli, stabilì il prezzo per ‘tutti quanti i lavori’ e mi domandò se fossi d’accordo. Accettai con molto entusiasmo, sia per la gioia di entrare a far parte della sua collezione, sia per la necessità di denaro e sia per la soddisfazione del successo ottenuto. Ringraziando, mi avviai verso l’uscita dando uno sguardo alla parete del salone ove erano appesi un gran numero di quadri, tra i quali riconobbi
Roberto Crippa, Clemente, De Pisis, Lucio Fontana…” .

Laura Strani quindi così prosegue: ‘‘Il Comm. Crepaldi si complimentò in seguito con Amleto, che egli chiamava ‘Maestro’. Volle conoscerlo di persona ed io, timido com’era Amleto, sempre umile e refrattario a manifestazioni complimentose, lo dovetti trascinare con la forza e poi con gioia Amleto fece finalmente la sua conoscenza. Il rapporto di stima, amicizia e collaborazione col Commendatore Crepaldi durò diversi anni. Egli ci fissò in seguito un appuntamento con il pittore Roberto Crippa nel suo grande studio di Via Rossetti, invitandolo a sostenere Amleto come poteva, in quanto artista meritevole e di talento. Roberto Crippa fu molto cordiale con Amleto e, visti i quadri, si complimentò con lui dicendo a più riprese: ‘bravo!.. Ci sai fare!’. Ci si rivide ancora più volte, promettendoci di organizzare qualche mostra od evento insieme; purtroppo il destino lo strappò prematuramente alla vita e non avemmo più il piacere e la possibilità di rivederlo. Conserviamo ancora un bellissimo ricordo di lui, Crippa era un vero artista!…’’.



Nel 1964, al Caffè Gabriele, Amleto Bertrand incontra e conosce il pittore De Cerce, presidente del gruppo indipendente ‘Bagutta’, che invita Amleto e Laura ad unirsi al gruppo dei 50 espositori, partecipanti alla Mostra di Pittura di Via Bagutta in P.za San Babila a Milano.
Era una mostra che si svolgeva ‘en plen air’ due volte l’anno e veniva inaugurata allora dal Sindaco di Milano, On. Aldo Aniasi, che Amleto e Laura hanno modo di conoscere personalmente nel 1965, insieme agli assessori Valentini, Siro Brondoni e il Dott. Mazza, ex Prefetto di Milano.

Qui Amleto conosce e lega molto con altri pittori presenti alla mostra: Rumor, G. Maggi, Saccardi, Cremonini, Aldo Cortina, Sampaolo, Bertuzzi, Delfitto, Scarpa, Di Natale, Mario Vergani, A. Garbagnati e tanti altri, spesso visitati da personalità del mondo dello Spettacolo, della Cultura e del Giornalismo, come il Dott. Ruggero Orlando, il critico d’Arte Mario Monteverdi ed altri personaggi noti, che furono a più riprese ospiti d’onore nelle varie cene conclusive del dopo-mostra in Via Bagutta.

Cena fra pittori in Via Bagutta, con il Dott. Ruggero Orlando, il critico d'arte Mario Monteverdi, L. Strani e altri pittori A. Bertrand con Saccardi, anno 1967

Cena fra pittori in Via Bagutta, con il Dott. Ruggero Orlando, il critico d'arte Mario Monteverdi, L. Strani e altri pittori A. Bertrand con Saccardi, anno 1967


Novella Parigini e Amleto Bertrand a Trinità di Monti, Roma 1968

Novella Parigini e Amleto Bertrand a Trinità di Monti, Roma 1968

Qualche anno dopo si fa il gemellaggio con Roma: 10 nuovi pittori di via Margutta espongono a Milano e 10 pittori di Via Bagutta a Roma, in Via Margutta, e, fra questi dieci, il presidente del gruppo De Cerce sceglie i migliori per lui: Saccardi, Sampaolo, Amleto Bertrand, Laura Strani, De Cerce, Stella ed altri. In Via Margutta espongono 100 pittori e in quella via ha lo studio la pittrice Novella Parigini, che accoglie con entusiasmo i pittori milanesi. Si complimenta con Amleto per i suoi lavori, invitandolo a visitare il suo studio e poi la sera ad una cena al Ristorante di Via Margutta.

Nel 1966 Amleto Bertrand partecipa alla Quadriennale di Roma, riscuotendo notevole apprezzamento e riconoscimenti.

quadro:'Movimento di forme nello spazio' esposto alla Biennale di Venezia

quadro: ‘Movimento di forme nello spazio’ esposto alla Biennale di Venezia

Egli viene poi invitato a partecipare alla Biennale di Venezia, alla quale invia una sua opera, nuova nel suo genere, dalla tecnica dell'oggetto inserito nella tela, che riscuote consensi e recensioni positive, fra le quali citiamo quella del Critico d'Arte milanese Dott. Gino Traversi, che così scrive sulla rivista specializzata ’Le Arti’, 7,8,9 Luglio-Agosto-Sett.1974 ’Biennale di Venezia Numero speciale a pag. 195’:

“L'esperienza oggettuale nella pittura di Bertrand trae origine da un'esigenza di costruttività connaturale al temperamento dell'artista messinese. Al pari di altri giovani operanti a Milano nella scia delle nuove proposte di Fontana intorno agli anni '60, Bertrand è tra i primi a recepire l'importanza dell'elemento plastico inserito nel quadro e le possibilità connesse al concetto di ’opera aperta’. Non era il fatto nuovo in sé, abbastanza suggestivo, a polarizzare la sua attenzione, ma la scoperta di un mezzo linguistico che gli consentisse di riprendere un discorso già avviato nella adolescenza: la costruzione di modelli di vario tipo. E' proprio il caso di dire che per Bertrand le idee nascono dalle mani, ed il quadro-oggetto con la superficie modellata e vivificata dalla polivalenza plastico-cromatica costituiva l'inevitabile punto di approdo delle sue qualità native.
Dai primi saggi monocromi elaborati sempre su tela con estroflessioni ed incavi tesi a determinare inedite soluzioni spaziali
Bertrand ha via via arricchito il suo nuovo lessico nella duplice direzione del colore del movimento delle forme. Talché oggi, al di là della prospettiva aperta su proposizioni emergenti, che qualcuno ha voluto conglobare nella definizione di iperrealismo oggettuale, si può affermare che Bertrand sta maturando una sintesi in cui confluiscono e si amalgamano le varie componenti espressive ed ideative della sua visione.
L'opera di questo artista schivo e sensibile è meritevole di attenzione sia per l'impegno operativo manifestato sin dall'inizio di questa esperienza - di cui non sarebbe fuori luogo sottolineare una certa priorità - sia per il rapporto con la realtà del nostro tempo ch'essa concretizza in questa sorta di simboli di qualità positive e vitalistiche proiettate nel futuro.’’


Amleto Bertrand e Laura Strani all'estemporanea di Via Bagutta, Milano 1969

Amleto Bertrand e Laura Strani all'estemporanea di Via Bagutta, Milano 1969

Nel 1967 Amleto Bertrand espone a Milano in Via della Spiga, nel quadrilatero della Moda, e la Mostra viene presentata dal critico d’arte e giornalista Dott. G.B. Giordano, che così recensisce sulla rivista mensile ‘Le Arti’ di Milano:
‘‘…La pittura di A. Bertrand è come un fiume di magma incandescente e qualche volta senza precisa direzione della tematica, che era e rimane sempre l’arco temporale della vita umana; il messaggio sempre altamente drammatico, che in una pulita spazialità volumetrica vuole essere una visualizzazione particolare del mondo e dell’uomo lanciato in una traiettoria avveniristica….’’.
Qui, al riguardo, così scrive Laura Strani nel suo libro autobiografico: ‘‘…Segnalo questa recensione perché dalla pittura figurativa-impressionista del primo periodo, dai colori intensi, vibranti e spatolati, Amleto passò poi alla ricerca di un proprio stile pittorico, di un proprio linguaggio espressivo, di una sua nuova chiave di lettura: giunse infine a quella pittura informale, gestuale e cromatica, che rappresentò nel tempo il suo essere inconfondibile.’’

La conoscenza e l'assidua frequentazione di pittori come Roberto Crippa, Remo Brindisi, Ibrahim Kodra, Attilio Alfieri, Sergio D’Angelo, Viviani, Xante Battaglia, Scanavino, Remo Bianco, Boldrini, Schiavocampo ed altri ancora contribuiscono decisamente ad arricchire il mondo e il panorama artistico di Amleto Bertrand.


Nel 1968 Amleto Bertrand inaugura un'importante Mostra personale alla Galleria d'Arte Sistina di Roma, che si rivela un evento di notevole successo con grande affluenza di pubblico, di critici e collezionisti d'arte ed entusiastiche recensioni sulla stampa locale.
Qui incontra nuovamente Novella Parigini, che, in quell'occasione, invita Amleto e Laura alla prima di un documentario, trasmesso al cinema, nel quale riprendono Novella Parigini a parlare di pittura e di arte con Laura ed Amleto. Era una proiezione trasmessa nelle sale cinematografiche, quale anteprima del film, ove mostravano le opere e i ritratti da lei eseguiti a personaggi famosi, fra i quali citiamo Linda Cristian, madre di Romina Power, l'ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi, che salì personalmente al suo studio di Roma per chiederle di ritrarre la bellissima moglie Soraya Esfandiari, poi Rossano Brazzi ed altri ancora. Oltre a pittrice, Novella Parigini aveva anche lavorato nel cinema come attrice, come testimoniano le foto appese nel suo studio, accanto ad attori molto noti e famosi.
E' lei Novella Parigini, la regina delle notti di Via Margutta, quelle notti bianche come i suoi vestiti, dove allora scorreva solo l'abbaglio di un libero divertimento, fra una cena e l'altra insieme a quegli amici artisti ed attori che, una volta venuti a Roma, avevano come prima tappa: Via Margutta, per una bella rimpatriata con la Parigini. Era l'epoca della Dolce Vita romana, dei tuffi nelle fontane, della trasgressione acqua e sapone alla ricerca della libertà dagli schemi imposti da una società bigotta ed ipocrita, sulle rime delle poesie esistenzialiste del suo più grande amico, Jean-Paul Sartre. Negli anni a seguire Amleto e Laura vanno a visitare Novella Parigini a Rapallo, in occasione di una sua mostra personale e qualche mese dopo in Sardegna, in un paese vicino a Porto Rotondo, San Pantaleo, dove Novella aveva lo studio, e dove scoprono che c'é una piazza che porta il suo nome. Poi a Portofino, nello stesso anno, si inaugura una sua mostra personale, che ha una risonanza notevole di pubblico e di critica.

Mostra personale alla Galleria d'Arte Sistina, Bertrand con la Sig,ra De Magistris e la moglie Laura, Roma 1968

Mostra personale alla Galleria d'Arte Sistina, Bertrand con la Sig,ra De Magistris e la moglie Laura, Roma 1968

Nel 1968, sempre in occasione della Mostra Personale alla Galleria d'Arte Sistina, Novella Parigini propone ad Amleto Bertrand uno scambio di opere: ella gli offre un dipinto ad olio, mis. 50x70 cm, raffigurante una tigre in posizione di attacco con dedica sul retro: ‘al grande pittore Amleto Bertrand’, mentre, fra i quadri di Amleto, ella sceglie un ‘dipinto con l'oggetto inserito nella tela’, mis.50x60 a due colori, esprimendosi con la frase: ‘‘…sono quadri del futuro!…’’.
Nasce fra loro una profonda amicizia, durata anni, che, nel 1969 li porta ad organizzare insieme una bella ‘Mostra Collettiva d’Arte’ a Siracusa, presso la ‘Galleria La Fontanina’, alla quale partecipano, oltre ad Amleto Bertrand e Novella Parigini, il fratello Celestino Bertrand (anch’egli pittore e residente a Siracusa), e Ada Suraci con la presentazione a catalogo di Sofia Jannello, collaboratrice della Galleria, nonché giornalista e scrittrice.

Mostra di Pittura d'avanguardia a Siracusa Galleria di Palazzo Interlandi, 1969

Mostra di Pittura d'avanguardia a Siracusa Galleria di Palazzo Interlandi, 1969


quadro: 'Omaggio a Lucio Fontana'

quadro: ‘Omaggio a Lucio Fontana’

Laura Strani così prosegue nel suo libro autobiografico:
‘‘… quando ci recammo nello studio di Lucio Fontana su appuntamento, ricordo, era un giovedi’, Amleto voleva sentire il parere di Fontana-artista su questi nuovi lavori ‘dell'oggetto inserito nella tela’ che stava realizzando, ma non portò il quadro con sé perché non terminato, glielo descrisse solamente; il riscontro fu di incoraggiamento e, poco dopo Amleto volle dedicargli un quadro, realizzato con questa nuova tecnica, dal titolo: ‘Omaggio a Lucio Fontana’, di 40x40 cm., che in seguito, nel 1972 fu pubblicato sul catalogo in occasione di una Mostra Personale alla Galleria d’Arte Marcel a Siracusa e, nel 1976 alla Galleria Mioccio di Brera a Milano. Fummo molto, ma molto dispiaciuti nell’apprendere poi della scomparsa prematura di Lucio Fontana , perché si era instaurata fra noi una, seppur breve, bella amicizia.’’


Nel 1970 Amleto Bertrand allestisce nuovamente una Personale alla Galleria d’Arte Sistina di ROMA così raccontato da Laura Strani nel suo libro: ‘‘..il Gallerista venne appositamente da Roma per prendere i dovuti accordi e fu molto gentile nel pensare , lui stesso, alla preparazione e all' esecuzione del catalogo della mostra, in quanto molto interessato che Amleto la rifacesse. Il Gallerista invitò con un telegramma l’Assessore alle Belle Arti di Roma a visitare la mostra, il quale, visto il catalogo con le opere pubblicate, rispose con entusiasmo che sarebbe intervenuto. Difatti si presentarono l’Assessore alle Belle Arti, un fotografo e altri tre assessori su una grossa auto nera, con due vigili rimasti all’ingresso della Galleria in Via Sistina. Terminate le presentazioni e visitata la Mostra, l’Assessore volle conferire ad Amleto una ‘Medaglia d’oro’ del Comune di Roma ‘per meriti artistici’, congratulandosi con una stretta di mano; l'evento fu seguito dal fotografo, che immortalò tutta la premiazione. Il giorno successivo i tre assessori ritornarono per l’acquisto del dipinto selezionato da parte del Comune di Roma: un quadro grande 50X70 cm, informale, dal titolo:‘Memoria del tempo’, da esporre permanentemente alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Braschi di Roma. La giornalista D. ssa Eugenia Carbone intervistò Amleto Bertrand sulla sua attività artistica e l’articolo fu pubblicato con sue due opere sul catalogo ‘Capitolium’, Edizione del Comune di Roma, Ottobre-Novembre 1971.’’
Così prosegue Laura nel suo libro: ‘‘I pittori romani ebbero a criticare l'acquisto del dipinto di un pittore milanese, secondo loro sarebbe toccato piu` a un pittore romano, ma il Gallerista li mise a tacere dicendo: 'l'arte non ha frontiere…' ’’.
‘‘Un aneddoto qui è d'obbligo: Il Gallerista invitò un critico d'arte romano perch´ scrivesse una recensione sul quotidiano di Roma, nella pagina dell'arte, per il quale giornale egli lavorava. Visitata la mostra e dichiarata la Pittura di Amleto come 'informale', il critico insisteva però che la pittura in questione fosse 'astratta'. Amleto replicò più di una volta che la sua pittura non era astratta, bensì informale, al che il critico gli rispose contrariato: ''vuole insegnare a me lo stile della pittura! Io ho quattro lauree in Storia dell' Arte''….e
Amleto gli rispose spazientito: ''che colpa ne ho io se lei con quattro lauree non capisce la mia pittura? '' Amleto era molto contrariato, ed il critico se ne andò sbattendo la porta a vetri dell'ingresso, che per fortuna non andò in frantumi..’’

L'Assessore alla Belle Arti di Roma, Adriano Mazzarello, mentre consegna la 'medaglia d'oro' per meriti artistici ad Amleto Bertrand, Roma, 20 Apr. 1970

L'Assessore alla Belle Arti di Roma, Adriano Mazzarello, mentre consegna la 'medaglia d'oro' per meriti artistici ad Amleto Bertrand, Roma, 20 Apr. 1970

Seguono poi altri inviti da diversi Galleristi in città vicine e Amleto accetta quello proveniente dalla ‘Galleria del Dr. Sidoli’, che aveva pubblicato un suo dipinto su una pagina del Dizionario ESA Volume 6° gli anni’60 e ’70 dell’arte italiana, edito a Piacenza. La ‘Sala d’Arte 14’ di Piacenza mette quindi a disposizione la Galleria per una grande Mostra Personale di Amleto Bertrand e Laura si interessa come sempre ad organizzare il tutto: dalla pubblicazione dei dipinti su catalogo al trasporto dei quadri della personale, che viene allestita nel 1971. Fu grande il successo, di pubblico e di critica ottenuto che la Mostra venne poi ripetuta nel 1974. Il Giornale di Piacenza ‘Libertà’ scrisse una bella recensione in merito alla sua pittura, che recita: ‘’Amleto Bertrand dipinge i pensieri, che provengono da un travaglio angoscioso dello spirito. Siamo in un mondo di Kafka, fatto di inquietudini opprimenti proprio perché misteriosa la validità della pittura di Bertrand, condizione umana...’.’

A. Bertrand alla Personale della Galleria Studio d'Arte 14 - Piacenza 1974

A. Bertrand alla Personale della Galleria Studio d'Arte 14 - Piacenza 1974


Amleto Bertrand mentre dipinge nello studio di Milano, 1986

Amleto Bertrand mentre dipinge nello studio di Milano, 1986

Nel 1972 Amleto Bertrand viene invitato a partecipare a Parigi , presso la Galerie Mouffe, Rue de Mouffetard V°eme arrondissement, ad una Collettiva di pittori francesi ed internazionali, alla quale aderisce volentieri e con soddisfazione, in quanto i riscontri risultano poi entusiasmanti ed importanti in ambito di risonanza europea.

Nello stesso anno anche la Galleria Pro Arte di Morges, Svizzera, lo invita a partecipare ad una Collettiva d’arte, alla quale decide di aderire, anche perché a quella mostra espongono il pittore Lucio Fontana con il ‘taglio sulla tela’ e Agostino Bonalumi con i suoi nuovi lavori, mentre Amleto Bertrand vi porta il suo nuovo stile espressivo: il dipinto-oggetto, intitolato ‘’tutto bianco’’ mis. 80X100 cm, dipinto poi pubblicato sul giornale locale di Morges, introdotto da una bella recensione sulla pittura moderna di Amleto e di altri pittori d’avanguardia e contemporanei. La Mostra riscuote vasta visibilità ed apprezzamento fra visitatori e personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo, ivi intervenuti.

Sempre nell'anno 1972, in Maggio, Amleto partecipa ad una bella Mostra Collettiva a Londra, in commemorazione del Centenario della nascita di Bertrand Russell, uno dei massimi filosofi e matematici del XX secolo, Mostra che risulta poi essere un’importante vetrina dell’arte moderna e contemporanea sia a livello europeo sia a livello internazionale.


Dedica di Virgilio Guidi a Laura Strani e A.Bertrand  e al ristor. di Via Bagutta, MI, in alcuni momenti con personalità dell'arte e della cultura, fra cui Dott. RUGGERO ORLANDO, 1976

Dedica di Virgilio Guidi a Laura Strani e A.Bertrand e al ristor. di Via Bagutta, MI, in alcuni momenti con personalità dell'arte e della cultura, fra cui Dott. RUGGERO ORLANDO, 1976

Nel 1973 Laura Strani inaugura un proprio spazio espositivo: ‘Studio d’Arte 4’, in C.so Cristoforo Colombo, 4 , sui Navigli a Milano. L'esigenza matura dalla necessità di Amleto di avere un proprio spazio indipendente, ove poter isolarsi e lavorare tranquillamente, senza interferenze e/o incombenze e impegni domestici, solo così Amleto riesce a sentirsi libero ed ispirato nel dedicarsi alla propria attività di pittore e scultore.

Così prosegue Laura sempre nel suo libro: Amleto era un uomo semplice, schivo, timido ed introverso, genuino ma irrequieto, spesso irriverente, sempre tormentato nel suo essere, soggetto ad altalenanti sbalzi di umore, fra scatti di collera nelle avversità o di profonda gioia e tenerezza nei momenti più sereni e felici. Era solito dirmi: ’ un pittore non deve avere impegni o pensieri materiali, è così che riesce a dare il meglio di sé, senza compromessi o interferenze, nella sua esigenza di dipingere, di fermare sulla tela un’idea, il proprio essere, la propria emozione..’’, poi continua: ‘’Amleto possedeva capacità creative e sveltezza gestuale impressionanti, …mi faceva rabbia! Perché non riuscivo ad essere capace quanto lui? - Egli mi diceva, a ben ragione: ‘‘nessuna accademia ti può insegnare quello che senti dentro di te, i colori sono i tuoi, li crei tu, nascono dal tuo stato d'animo…, è così che ..nasce una composizione!’’ E ancora aggiunge: ‘‘…viveva decisamente in un altro mondo, in un cosmo tutto suo, nel quale si immergeva completamente e si estraniava da tutto il resto, lì…esisteva solo lui, la sua pittura e la sua passione per l’arte...’’

Il Console brasiliano Gr. uff. Alessandro Ziliani mentre consegna il Premio il Golia d'Oro ad Amleto Bertrand anno 1975

Il Console brasiliano Gr. uff. Alessandro Ziliani mentre consegna il Premio il Golia d'Oro ad Amleto Bertrand anno 1975

Difficile e travagliato per Amleto Bertrand è il periodo in cui subisce un intervento alle mani e al polso , al tunnel carpale, e nonostante una mano e un braccio immobilizzati, egli non smette di dipingere. Non riesce ad eseguire le sculture, però continua a dipingere, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di sempre; il dolore fisico non lo ferma e non viene percepito tanto sono la voglia e l’esigenza di stare davanti al cavalletto. In studio è solito dire a Laura: ‘‘l’altra mano e il braccio…, sì, li posso muovere!..’’, mentre le sorride sornione.

Nel 1975 Amleto Bertrand e Laura vengono invitati a presenziare la bella Mostra Personale di Virgilio Guidi, loro grande amico, allestita alla Galleria Braidense di Brera, insieme al pittore e prof. Domenico Purificato, allora Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, con la partecipazione come ospite d'onore del Console brasiliano Gr. Uff. Alessandro Ziliani insieme all’attrice Milla Sannonner, ambasciatrice di Brera.


Il Dott. Renzo Cortina, Laura Strani e il pittore Amleto Bertrand in occasione della mostra personale Galleria Mioccio a Brera, 1976, presentata da Cortina nel catalogo

Il Dott. Renzo Cortina, Laura Strani e il pittore Amleto Bertrand in occasione della mostra personale Galleria Mioccio a Brera, 1976, presentata da Cortina nel catalogo

Nel 1976 viene allestita un’importante Mostra Personale alla Galleria Mioccio di Piazza San Marco di Brera-Milano, presenziata dal Commendatore e Collezionista Mario Crepaldi, che suscita tanto interesse ed affluenza di pubblico, fra visitatori, estimatori e critici d'arte accreditati.
Fra questi ultimi, il Critico d’arte Dott. Renzo Cortina la recensisce a catalogo, scrivendo così di Amleto: ‘fra tanti falsi maestri, un pittore vero!!!’

Laura Strani così continua nel suo libro: ‘‘…ebbi l’occasione di conoscere il Dott. Renzo Cortina nella Libreria Internazionale in Piazza Cavour a Milano, dai locali adibiti a Galleria d’Arte. Lì si susseguivano mostre personali e collettive di pittori validi e conosciuti e ben presto si instaurò con lui un buon rapporto di collaborazione e di stima. Era una persona molto sensibile e conosceva bene l’animo umano. Era molto stimato ed apprezzato nel campo editoriale ed artistico. Un giorno mi confidò che da giovane aveva iniziato con una bicicletta a trasportare i libri da vendere, tutto quello che possedeva e il successo raggiunto erano frutto della sua intelligenza e del saper fare le cose. Aveva molta simpatia ed ammirazione per Amleto e per me, che stavamo crescendo cinque figli con la sola arte della pittura…’’.

Dopo qualche anno il Dott. Renzo Cortina presenta Amleto Bertrand al Palazzo della Permanente di Via Turati a Milano, invito riservato a pochi ed esclusivi galleristi, che, come lui , presentano cinque pittori della propria scuderia. Viene allestita una bellissima ed importante Collettiva d’Arte, nella quale, oltre ad A. Bertrand, figurano i pittori De Pisis, Roberto Crippa, Remo Brindisi ed altri molto noti.
Il Palazzo della Permanente è considerato ancora oggi la seconda sede espositiva della città di Milano accanto all'Accademia di Brera, con la quale collabora in più occasioni.
Dal 1908 il Palazzo della Permanente è la sede fissa delle Biennali d'Arte ed in quel periodo organizzava sia mostre collettive sia personali dei più importanti artisti dell'epoca, come i divisionisti o i futuristi del primo Novecento, mentre in anni più recenti il Museo inizia ad ospitare anche diverse rassegne dedicate alla grafica, all'incisione, alla fotografia oltre ai concerti e ad altre iniziative culturali, che dimostrano continuamente il carattere variegato dell'impegno artistico nella società milanese. Nel 1943 il Palazzo subisce dei gravi danni a seguito dei bombardamenti; però sette anni dopo parte la ricostruzione, che termina su progetto di Achille Castiglioni e Luigi Fratino. Nel 1953 si celebra la rinascita dell'Ente con la grande mostra: La donna nell'arte - da Hayez a Modigiliani. Oggi il Museo della Permanente gode di una prestigiosa collezione di opere di pittori autorevoli, come una tela ampia di Mario Sironi del 1937 o una più recente di Lucio Fontana del 1954 o alcune più contemporanee, come quelle di Giulio Turcato, Mimmo Paladino, Lucio del Pezzo e tanti altri.


Laura e Amleto festeggiano i 50 anni di matrimonio

Laura e Amleto festeggiano i 50 anni di matrimonio

Amleto Bertrand partecipa con soddisfazione e risonanza alla Mostra Collettiva di Pittura, allestita a Palazzo Reale a Milano, organizzata per beneficenza dall’Associazione Don Gnocchi, cui fa seguito la stampa del volume d’arte relativo, con la pubblicazione dei dipinti donati e i nomi dei clienti che li avevano acquistati.

Del 2007 è anche da menzionare la bella Mostra Personale ed Antologica ‘Polivalenze plastico-cromatiche’, organizzata a Novara nello spazio espositivo Art Action, con rassegna stampa e pubblicazione di quattro pagine sulla rivista ‘Signo’, che ottiene ampia visibilità e successo fra pubblico e critica, e risulta essere l'ultima mostra cui Amleto Bertrand riesce a partecipare personalmente.

Nel 2014 Amleto Bertrand, quale socio della Permanente di Milano, partecipa alla Collettiva in programma al Museo, col suo dipinto :‘Tumulto interiore’, la cui immagine é qui visibile nella sezione informale, e viene pubblicato nella raccolta di opere, stampata dal Museo, per l'avvenimento.

A.Bertrand e Laura Strani all'inaugurazione della Mostra-Personale di Novara 2007

A.Bertrand e Laura Strani all'inaugurazione della Mostra-Personale di Novara 2007


Nel 2008 Amleto Bertrand viene ricoverato presso il Pio Albergo Trivulzio di Milano, dove viene curato per il subentro di una malattia degenerativa e ..il 20 Maggio 2010, all’età di 82 anni, Amleto Bertrand ci lascia definitivamente, circondato dalle cure e dall’amore della sua Laura, dei suoi figli, ammiratori, colleghi, estimatori e amici tutti. Ora riposa al Cimitero Monumentale della sua Milano, la città che tanto ha amato.

Dalla critica le opere di Amleto Bertrand hanno sempre riscosso, allora come oggi, giudici favorevoli, encomi, premi, riconoscimenti, recensioni entusiasmanti di stima ed apprezzamento. La sua arte meriterebbe una chiave di lettura ancora più attenta ed approfondita; il suo modo di dipingere é sempre stato una continua evoluzione, mentre il talento artistico espresso nelle sue opere sono l’essenza, l’emblema del tormento e del dramma interiore del suo essere, che coinvolgono appieno lo spettatore, risucchiato da un turbinio di emozioni, che portano ad un viaggio unico, spirituale e mentale.


Enza Bertrand (figlia dell’Artista)


*citazioni dal libro autobiografico di Laura Strani: ‘fame, freddo e...arte, memorie di una vita - edito da Artecultura, (Presspoint di Vigevano) anno 2010

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