Amleto Bertrand


"Il pittore nasce, ma non muore, perché lascia una parte di se stesso…"
(Amleto Bertrand)                         

"Quando un capolavoro ci emoziona, sentiamo dentro di noi lo stesso richiamo della verità che ha spinto l'artista verso il suo atto creativo"
(Andrei Arsen'evic Tarkovskij)     


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Ha vissuto per qualche tempo in Francia, fin da giovanissimo si dedica alla scultura e alla pittura, nel 1953 si trasferisce a Milano dedicandosi all'attività artistica…


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…Tornato in Italia dopo un periodo vissuto a Parigi, che maturò la sua personalità artistica, specie per una certa influenza impressionistica, si dedica per un certo periodo di tempo alla scultura. Verso gli anni sessanta ritorna di nuovo alla pittura ispirata alla corrente neo-informale con sintesi di linee e spazi sempre più profondi, incisi quasi da ellissi turbinose che danno l'idea di folli velocità.

E proprio come ebbe a scrivere Eugenia Carbone, l'artista, "rifuggendo dalla rappresentazione di una realtà che il genio dell'uomo ha saputo rendere più crudele ed amara, affida a tormentate forme avveniristiche, a violenti turbini di colore il compito di descrivere il malessere e il turbamento dell'uomo moderno. Le spesse pennellate, i vuoti improvvisi che si aprono simili a crateri profondi, i vortici dove lo sguardo si avventura e si perde, le vaghe silhouettes, misteriose parvenze sfocate che appaiono immerse in un'atmosfera rarefatta, sembrano magiche evocazioni di una dimensione extraterrestre, del mondo dell'anima". (da Arte Italiana per il Mondo - Il mondo di Amleto Bertrand e Laura Strani di Carbone-Catorina & C.-Ed. Celit Torino 1984)



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