Ad ARTEPADOVA, Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, a dieci anni dall'ultimo vernissage, espone l'artista AMLETO BERTRAND



Data e Luogo:

Padova 12- 15 Novembre 2021 presso ARTEPADOVA, Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea, Padiglione 4 / Stand 5

Descrizione:

Amleto Bertrand espone in una MOSTRA personale a PADOVA, organizzata da ARS NOVA GALLERY & ITALIART NETWORK, presso la Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, svoltasi dal 12 al 15 Novembre 2021.
In Esposizione una decina di meravigliose grandi tele inedite, che indagano sulla peculiarità e originalità di questo Artista, a dieci anni dalla sua scomparsa. 
Nella definizione dell'identità artistica e culturale di  Amleto  Bertrand (1927-2010) di grande importanza si è rivelato il contatto diretto con l'arte impressionista, studiata ed "appresa" in loco durante gli anni giovanili trascorsi nella capitale francese. L'impressionismo è il nucleo da dove si originerà l'arte europea del XX° secolo. Da Mosca a Londra, da Berlino a Firenze si guarda alle innovazioni che sorgono dalla pittura di MonetManet,  Pissarro,  Renoir.  Questo è il punto di partenza da cui inizia il viaggio di  Bertrand nell'arte contemporanea nel cuore del XX° secolo. Il  novecento sul  piano  artistico è l'epoca delle avanguardie storiche (cubismo, sur-realismo, futurismo, dadaismo, etc.) che Bertrand osserva con interesse, forse persino con coinvolgimento, tuttavia in  esse  avverte  istintivamente  un eccesso di formalismo, di dottrina astratta, quindi una sorta di limite alla creatività, considerata in primis nella sua sfera più strettamente emozionale e, proprio per questo, veritiera.  Ma l'esperienza con la pittura impressionista ha il pregio di condurre la sua ricerca verso l'area del cosiddetto informale, che Bertrand ha la fortuna di incontrare negli anni cinquanta e sessanta del novecento, in un momento di particolare suggestione per l'arte italiana ed internazionale.  La sua arte allora, come presa  da una forza irresistibile, si avvita attorno al tema della natura- materia, considerato in un riferimento quasi co-smogonico.  L'arte per lui deve essere percezione e concretizzazione plastica di questa tensione verso il futu-ro. E da questo punto di vista allora non sono affatto episodici o saltuari gli stimoli che gli provengono anche dallo spazialismo di Fontana, da cui tuttavia  Bertrand si distingue per  una concezione del futuro in cui la tecnologia appare forse nel suo volto inquietante, più che possibilmente liberatorio. 
Le opere che sono presentate nella significativa rassegna di ARTEPADOVA, in programma dal 12 al 15 novembre 2021, con la collaborazione di ARS NOVA  GALLERY  e  ITALIART NETWORK, documentano il senso profondo della ricerca di Bertrand, la sua particolare sensibilità nell'afferrare simbolicamente e plasticamente il nucleo palpitante della materia e renderla realtà viva, quasi esistenziale.  Composizioni, le  sue, la  cui genesi sembra essere il prodotto del caso, del destino, di eventi fortuiti, ancorché imprevedibili. La materia nella sua evoluzione è mistero indecifrabile, questo il principio artistico, il filosofico lascito intorno al quale ruota la fantasia espressiva di Bertrand. Un mistero che permane, forse, ancora più coinvolgente, quando negli  an-ni sessanta la sua espressività  si confronta con la realtà dell'oggetto puro, quasi fosse un'apparizione neo-metafisica volta a sovvertire la percezione, ad alimentare nuove riflessioni su estetica e realtà nell'incipiente societá dei consumi. 
Qui, a livello compositivo, si solidificano nuovi equilibri formali che alludono a vari momenti, dal design al tote-mico, dal concettuale al galattico, sempre significativamente presi nella rete dell'oggetto-icona. Dalla fusione tra realtà informale e tensione dell'oggetto nasce un aspetto forse non del tutto conosciuto di Bertrand, tuttavia foriero di affascinanti sorprese: la sua scultura.
Vero punto d'incontro tra materia, oggetto e simbolo. Da notare che pittura e scultura non sono due linee separate o separabili nell'opera complessiva di Bertrand, ma la naturale evoluzione di una tensione creativa, che al di là delle appartenenze storiografiche o delle soluzioni formali adottate, è in realtà unitaria, tanto sul piano del sentimento, quanto su quello del più specifico sapere artistico.  Ed è all'interno di una cultura artistica europea che va letta ed interpretata l'opera di Bertrand, se si vuole sfuggire a possibili stereotipi di corto respiro, e se si desidera vera- mente restituire della Sua opera una valutazione più sensibilmente coerente. Opera che è capace di parlare con inediti accenti di poesia e coinvolgimento all'uomo smarrito, cupo, di questo  inizio di millennio
(Dr. Teodosio Martucci da Riv. Artecultura, Novembre 2021)
 

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